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Da slippahs on Waikiki beach

Eccoci sulla famosissima e iperturistica spiaggia di Waikiki.
Con le dovute proporzioni, Waikiki è una specie di Las Vegas sul mare.
Grandi alberghi con piscina, negozi delle grandi marche (Tiffany, Gucci, Ferrari Store, etc.) donne messe giù da gara, limo e una marea di ristoranti, locali e attrazioni, fatte apposta per sfilare soldi ai turisti.
La differenza fondamentale è che qui non ci sono i casinò. Le Hawaii, sono l'unico stato insieme allo Utah in cui è vietato il gioco d'azzardo.

Qui il mare è praticamente una piscina ma, complice anche il fatto che è il weekend, c'è una folla non indifferente che ci fa rimpiangere le spiagge praticamente deserte di Maui e, soprattutto Kaua'i

The big Kahuna

Waikiki beach, la statua di Duke, l'eroe nazionale a cui i surfisti offrono lei (collane di fiori) per ingraziarsi il mare.

Arrivo a Oahu

Siamo appena arrivati a Oahu dopo 4 splendidi giorni a Kaua'i, sicuramente la più affascinante delle isole viste finora. Niente connessione internet nell'albergo di Kaua'i quindi niente post negli scorsi giorni, ma recupereremo presto!

Da slippahs on Kekaha beach

Dis one is TOTALLY for you, Rowena!

Kaua'i (1)

Siamo arrivati a Kaua'i, conosciuta come the garden island, per la sua vegetazione.
Kaua'i è la più autentica, rurale e incontaminata delle isole hawaiiane e per questo quando Hollywood deve girare scene di natura selvaggia sceglie Kaua'i.
Sono stati girati qui i tre Jurassic Park, molte delle scene di Lost, King Kong, etc.

Il tempo non è splendido, rinunciamo alle spiagge e ci dirigiamo a sud-ovest, per visitare il Waimea canyon.
Lo spettacolo del canyon è fantastico, ricorda veramente, in piccolo, il Grand Canyon, come tutte le guide turistiche riportano.



Purtroppo il tempo è molto incerto e a tratti piove, rinunciamo quindi, a malincuore, a fare qualche trail lungo i rim del canyon.
Arriviamo in fondo alla strada che costeggia il canyon al Kalalau lookout, da cui si gode (o si dovrebbe godere) di una vista mozzafiato: il mare da una parte e la Koke'e valley dall'altra, purtroppo siamo in mezzo alle nuvole e la visibilità è zero, ma in uno sprazzo di luce le nuvole si aprono e ci appare la vallata di Kalalau con in fondo il mare.



Al ritorno verso il nostro albergo, che si trova a est a Kapa'a, ci fermiamo a dare un'occhiata a Kekaha beach, patria della nostra amica Rowena, che ci legge qui sul blog e che ci ha dato preziosissimi consigli sulla sua isola.
Ci teniamo le altre spiagge per domani, sperando che il tempo sia migliore.

Prima di rientrare in albergo sosta da TnT un truck lungo la strada che fa steak-burgers ovvero hamburger fatti con le parti nobili del manzo, quelle normalmente destinate a bistecche.
Un po' cari ma DAVVERO succulenti!

Hawaiian Luau

Stasera Luau! Da giorni stavamo aspettando con impazienza questa tipica festa hawaiana. Abbiamo avuto una botta di fortuna incredibile e siamo riusciti, senza prenotazione, ad entrare all'Old Lahaina Luau, il migliore luau di tutte le hawaii secondo gli stessi abitanti delle isole. Sì, certo... è una ricostruzione fatta apposta per i turisti, ma a noi è comunque piaciuto moltissimo.

Abbiamo potuto assaggiare tutti i piatti tipici della cucina hawaiiana, come il "kalua pig" ("pua'a kalua", per i poliglotti), cioè il maiale cotto sotto terra (a qualcuno ricorda per caso il porceddu?), il "lau lau", che ancora una volta è il maialino avvolto e cotto nelle foglie di taro (una pianta tropicale di cui si usano le foglie e i tuberi) e il "poi", un impasto a base di radici di taro che costituisce la base della dieta hawaiana perchè ricco di proteine e fibre e povero di grassi.



Non sono mancate nemmeno le danze con lo spettacolo di hula. Chi di voi sa fare il passo del muschio?





Da slippahs on Black Rock beach

Stamattina sembrava dovesse piovere tutto il giorno. Invece verso le 11 il cielo si è aperto ed è venuta fuori una giornata stupenda.
Abbiamo fatto snorkeling a Black Rock beach, probabilmente la spiaggia più bella di Maui.



Sembrava di essere dentro a un acquario!

Da slippahs on turtle beach

Oggi abbiamo esplorato la costa sud ovest di Maui, quella tradizionalmente più adatta allo snorkeling ma causa il cielo un pò nuvolo e il mare un pò mosso non abbiamo visto granché. Soprattutto la famosa "turtle beach" non è stata generosa: neanche una honu (tartaruga) avvistata.

Maui (2)

Oggi nient'altro che spiaggia, mare e snorkeling.
La maschera/fotocamera/videocamera comincia a dare i suoi frutti!




Alla sera splendida cena sotto il lanai (portico, alle hawaii qualsiasi casa ce l'ha): un paio di piatti presi al super e scaldati nella cucina a disposizione degli ospiti (direttamente nel lanai), un po' di frutta fresca (tra cui un mango buonissimo!) e budweiser ghiacciata... non male...

Da slippahs on Kapalua bay

Dis one stay fo you, Rowena!

Penny's Place

Questo è il lanai di Penny's Place, il B&B che ci ospita:

È un posto fantastico, talmente perfetto e curato che sembra uscito da una scenografia di hollywood.
Siamo qui

Maui (1)

Dopo un volo tranquillissimo sul nostro camper a elica, seguito da un atterraggio da farti schizzare le palline in gola (con tanto di allarmi di stallo che suonavano in cabina di pilotaggio), siamo a Maui, l'isola dei divi di hollywood, dei migliori surfisti al mondo, e dei fricchettoni di ogni genere.

Al noleggio auto, chiediamo fermamente che non ci diano più quell'orrendo cesso della PT Cruiser, ma piuttosto una bella Dodge Caliber con cui ci siamo trovati benissimo l'anno scorso.
Ne hanno una disponibile ma è appena rientrata e deve essere controllata e ripulita. Questione di 10 minuti.
Dopo quasi un'ora (ovviamente), ci danno le chiavi della caliber. scopriamo che è si una caliber ma in un allestimento talmente entry level che probabilmente l'hanno fatta solo per l'autonoleggio di Maui: no vetri elettrici, no chiusura centralizzata, sedile regolabile solo avanti e indietro, per regolare gli specchietti bisogna muovere a mano lo specchio. no copertura del bagagliaio, pannelli interni delle portiere in plastica, niente tessuto. unica concessione al lusso, l'immancabile aria condizionata.

A bordo di questo gioiello del comfort ci dirigiamo verso la famosa e famigerata Road to Hana. E' l'antico cammino che univa la città di pescatori di Kahului a nord con quella agricola di Hana a est.
La strada è stata oggi allargata (ma non più di tanto) e asfaltata, ma sono comunque 75 chilometri di strada di montagna per un totale di 663 curve e 54 ponti a singola corsia: quasi tre ore di guida !

In compenso lo scenario è bellissimo, si passa dalle spiaggie, alle scogliere per poi addentrarsi in una foresta tropicale fittissima interrotta a volte da piccoli ruscelli che formano cascatelle e piscine naturali.

Peccato che quando finalmente sei arrivato a Hana devi rimetterti in macchina e fare il percorso all'inverso!

Highlight della giornata: sosta in un chiosco per comprare un po' di banana bread (in realtà non ha nulla a che fare con il pane, è un plum cake alla banana). Facciamo la conoscenza di un fricchettone locale che quando scopre che siamo italiani quasi si commuove e ci racconta di come uno dei suoi gruppi preferiti siano gli Uzeda (siciliani per la cronaca), un gruppo molto chill-out, che fa sonorità alternative/sperimental/rock in low-fi (leggasi registrano nella cantina di qualcuno e ti spacciano un audio di m..da per una scelta artistica) per un'etichetta indipendente (e come ti sbagli...), un genere di musica che ti mette in sintonia con il tuo spirito etc, etc, etc...
Guarda brah, mi hai proprio convinto, appena torno in Italia vado a comprarmi il loro ultimo CD!

Big Island (3)

Ultima mattina a Big Island, alle 9.40 abbiamo il volo per Maui.
Abbondante colazione al B&B, riconsegna dell'auto (un orrendo cesso di PT Cruiser color puffo metallizzato) in aeroporto e shuttle per il "terminal" voli pendolari della Mokulele Airlines. Il terminal consiste in un prefabbricato con tetto di lamiera e due panche per i passeggeri in attesa. alle 9.30 si presenta un ragazzino biondo, palesemente appena uscito dalla pubertà e con ancora qualche segno di acne. indossa la camicia buona della cresima e si spaccia per il capitano. Incredibilmente risulta vero e siamo costretti a seguirlo a bordo del velivolo.
Fortuna che sapevamo già che l'aereo sarebbe stato questo, altrimenti così sui due piedi, col cavolo che ci saremmo saliti !

Big Island (2)

Oggi abbiamo fatto il giro della costa nord di Big Island fino a tornare a Kona. La parte nord e in particolare la kohala coast è incredibile, si lasciano le distese di lava nera e dopo qualche decina di chilometri ci si trova immersi in pascoli e vallate verdissime.
Nel pomeriggio facciamo sosta a Hapuna beach prima e beach 69 dopo, due delle più belle spiaggie di Big Island. In particolare Hapuna è da cartolina.




Prima di rientrare in albergo ultima sosta per un po' di snorkeling in una piccola baia vicino a Kona (non mi ricordo come si chiama, 'sti nomi hawaiiani sono tutti uguali!!!).
Primo test della maschera/fotocamera... diciamo che ci sono margini di miglioramento nell'inquadratura, però funziona alla grande!





Conclusione della giornata: due bistecche di controfiletto comprate al supermercato, cotte sul barbecue del B&B e mangiate a bordo piscina con budweiser ghiacciata... che vita dura!

Tacos in Hawaii

Stamattina colazione leggera, Pablo, questa è per te!

Big Island (1bis)

Primo giorno a Big Island trascorso principalmente sulla costa sud, viaggiando tra Kona (dove abbiamo dormito il primo giorno) e Hilo, la capitale dell'isola, dove dormiremo stanotte.
Sole e pioggia si sono alternati tutto il giorno, ma poteva andare peggio. Fortunatamente nel toccare terra l'uragano ha perso potenza ed è stato declassato a tempesta tropicale.
Il top della giornata è stata l'escursione notturna per vedere (anche se da piuttosto lontano) il punto in cui la lava del kilauea entra in acqua.


Big Island (1)

Finalmente da ieri sera siamo alle Hawaii. Esattamente siamo a Kona, seconda città dell'isola di Hawaii o 'Big Island' come viene più spesso chiamata.


Questa è la vista dal nostro lanai.


E questa è la zona comune con la piscina che affaccia sull'oceano.

Ora è a tutti gli effetti slippah time!

Broke da mout'

Uno degli aspetti più affascinanti delle Hawaii è la mescolanza di razze, culture, costumi. Questo straordinario mix si riflette anche nel linguaggio. Oltre, ovviamente, all'americano e all'hawaiiano la terza lingua ufficiale è il PIDGIN, un americano con pronuncia creola e termini giapponesi e portoghesi inseriti qua e là.
Ecco perché siamo tanto affezionati alle rubbah slippah (rubber slippers)!

Dizionario minimo di sopravvivenza Pidgin:
Brah o Braddah: l'equivalente di bro, o brother, come
l'indimenticato Braddah Iz.
I like try: potrei avere un po' di... ad esempio
shave ice.
Ho, da guy, he stay akamai: quel tipo è veramente in gamba, tipico complimento da surfisti!
Like beef?: cerchi guai?
e, naturalmente,
Broke da mout': riferito al cibo, da spaccarsi la bocca tanto è buono.

Aloha 'oe.

Countdown

Uff.. finalmente è iniziato il conto alla rovescia. Mancano esattamente 10 giorni e dopo infiniti tentativi sono riuscita a personalizzare il blog come volevo, senza fare una cosa troppo complicata. Carino no?

Non vedo l'ora di liberarmi delle scarpe ed indossare le mie slippah tutto il giorno. Ancora non avete capito cosa sono? Davvero?!! ..che delusione. Beh, ecco un indizio: io non ne ho così tante, ma comunque mi piacciono molto colorate. Adesso ci siete arrivati? Sono le famose flip flap, o infradito; praticamente le uniche calzature che si usano alle Hawaii. Ecco qua allora il primo link del blog, che non poteva che essere dedicato alle imitatissime (e sudamericane)
Havaianas!