Kalala'u Trail e tanta acqua

Altro diluvio durante la notte e oggi tempo bruttino, il programma prevede le spiaggie della costa nord e un trail di circa un ora andata e un'ora ritorno sul Kalala'u trail, che partendo da Ke'e all'estremo nord dell'isola porta sulla meravigliosa Na Pali coast.

La Na Pali coast (na pali in hawaiiano siglifica semplicemente "le scogliere") è quella che appare in qualsiasi ripresa di qualsiasi film a rappresentare natura selvaggia e incontaminata. è di una bellezza difficile da spiegare e domani abbiamo in programma, tempo permettendo, di fare una escursione in barca per vedere la scogliera dal mare. Vi sono infatti solo due modi per vedere la na pali coast, dal mare oppure con il Kalala'u trail che nella sua completezza richiede circa 10 ore di cammino andata e 10 ritorno. Non fa per noi ma almeno la prima parte vogliamo farla.

Parcheggiamo la macchina, scarpe da trekking ai piedi, scorta di acqua e k-way nello zaino e partiamo.
Dopo pochi metri cominciano le prime difficoltà: la pioggia della notte ha reso il trail molto scivoloso e si procede lentamente.
Dopo i primi duecento metri relativamente semplici anche se fangosi inizia la parte di rocce (scivolose).
Dopo qualche minuto inizia a piovere.
Con la pioggia arrivano anche delle invisibile quanto bast..de zanzare hawaiiane.
Nonostante tutto però non ci arrendiamo, il trail è molto bello e quando dalla selvaggia foresta tropicale ci si affaccia sul mare lo spettacolo è grandioso.
Dopo circa quaranta minuti di cammino ci troviamo apparentemente a un punto morto: un fiumiciattolo ha invaso il sentiero, porcediamo sulle poche rocce che sporgono dall'acqua e riusciamo a passare dall'altra parte.
Procediamo per un'altra mezz'ora e quando finalmente incontriamo altri trekker chiediamo quanto manca alla spiaggia che segna l'arrivo del primo tratto del trail.
Ci dicono che manca ancora più di un'ora e che il sentiero da li' in poi peggiora ulteriormente, oltre al fatto che per arrivare alla spiaggia bisogna attraversare un fiume che con le piogge della notte è diventato un torrente ed è molto pericoloso.
OK, Kalala'u, hai vinto tu, torniamo indietro.


(Il trail viscido, a tratti invaso dall'acqua)


(Il "sentiero" con qualche roccia qua e là)

Appena rientrati a Ke'e ci buttiamo in acqua per toglierci di dosso il fango, la pioggia e la fatica del trail.


(Da slippah on Ke'e beach)

Dopo Ke'e beach ci spostiamo a Ha'ena Park, altra spiaggia stupenda ma ce la godiamo poco a causa della pioggerellina e del mare mosso.
Ci spostiamo allora a Queen's bath una piscina naturale nella lava che viene alimentata dall'alta marea e dalle onde, uno spettacolo unico, ma per arrivarci ci tocca un'altro quarto d'ora di camminata nel fango!


(Queen's bath)

Siamo distrutti e abbastanza demoralizzati dalla brutta giornata e ce ne torniamo in albergo.

Il buco nel muro

Hole in the wall, buco nel muro, così definiscono gli americani quei ristoranti che sono in realtà poco più di una vetrina e un bancone, dove mangiare gomito a gomito con gli altri clienti, qualcosa di simile alle nostre pizzerie take away che a volte hanno qualche sgabello su cui mangiare un trancio di pizza faccia al muro.
Anche se non piccolissimo, Hamura Saimin a Kaua'i è il perfetto esempio di hole in the wall: un unico piatto, il Saimin (una zuppa di noodles con carne e verdure), servizio più che sbrigativo, cameriere simpatiche come un tappo di ferrarelle nelle mutande e un unico bancone lungo e basso su cui socializzare con gli altri clienti.
Una vera istituzione di Kaua'i. STUPENDO!



Kaua'i (2)

Ha piovuto tutta notte, piovere non è il termine giusto, diciamo che sono scese secchiate d'acqua. Sperando di trovare tempo migliore ci dirigiamo a sud, dove la costa è solitamente più riparata e il tempo più soleggiato.

Per tutta la giornata si alterneranno sole, nuvole e pioggerellina che non ci faranno gustare appieno le spiagge.
Iniziamo da Salt Pond, una specie di piscina di mare anticamente usata per la raccolta di sale, poi Poipu Sheraton Beach, molto bella ma rovinata dall'opprimente struttura dello Sheraton retrostante e Poipu beach park.
Quest'ultima dovrebbe essere ottima per lo snorkeling ma è piuttosto nuvolo, e il mare abbastanza mosso, tentiamo un po' di snorkeling ma senza grossi, risultati.


(Da slippahs on Po'ipu Sheraton beach)


(Po'ipu beach park)

Di ritorno verso l'albergo ci fermiamo allo Spouting Horn (prontamente ribattezzato SPUTING horn), un blowhole ovvero un buco verticale nella roccia lavica che collega la scogliera con il mare, quando le onde investono la scogliera l'acqua viene "sputata" attraverso il buco dando luogo ad un effetto tipo geyser.

Ti devo dei soldi?

Ogni tanto capita di vedere scritta in giro o di sentire qualche nuova parola in pigdin e sono sempre divertentissime.
Ad esempio abbiamo imparato che per chiedere "come va?" si può dire: howzit che è la contrazione di How is it going? Oppure che per dare più enfasi a una affermazione si dice: to da max! Ad esempio: Da waves was big to da max! (Quelle onde erano veramente grandi!).
Ma la più bella di tutte, se qualcuno ti fissa, gli puoi dire: Brah, I owe you money o' wot?. Ovvero: "Amico, ti devo dei soldi o che cosa?" (in pratica: ca..o guardi?).

Da slippahs on Kekaha beach

Dis one is TOTALLY for you, Rowena!

Kaua'i (1)

Siamo arrivati a Kaua'i, conosciuta come the garden island, per la sua vegetazione.
Kaua'i è la più autentica, rurale e incontaminata delle isole hawaiiane e per questo quando Hollywood deve girare scene di natura selvaggia sceglie Kaua'i.
Sono stati girati qui i tre Jurassic Park, molte delle scene di Lost, King Kong, etc.

Il tempo non è splendido, rinunciamo alle spiagge e ci dirigiamo a sud-ovest, per visitare il Waimea canyon.
Lo spettacolo del canyon è fantastico, ricorda veramente, in piccolo, il Grand Canyon, come tutte le guide turistiche riportano.



Purtroppo il tempo è molto incerto e a tratti piove, rinunciamo quindi, a malincuore, a fare qualche trail lungo i rim del canyon.
Arriviamo in fondo alla strada che costeggia il canyon al Kalalau lookout, da cui si gode (o si dovrebbe godere) di una vista mozzafiato: il mare da una parte e la Koke'e valley dall'altra, purtroppo siamo in mezzo alle nuvole e la visibilità è zero, ma in uno sprazzo di luce le nuvole si aprono e ci appare la vallata di Kalalau con in fondo il mare.



Al ritorno verso il nostro albergo, che si trova a est a Kapa'a, ci fermiamo a dare un'occhiata a Kekaha beach, patria della nostra amica Rowena, che ci legge qui sul blog e che ci ha dato preziosissimi consigli sulla sua isola.
Ci teniamo le altre spiagge per domani, sperando che il tempo sia migliore.

Prima di rientrare in albergo sosta da TnT un truck lungo la strada che fa steak-burgers ovvero hamburger fatti con le parti nobili del manzo, quelle normalmente destinate a bistecche.
Un po' cari ma DAVVERO succulenti!

Hawaiian Luau

Stasera Luau! Da giorni stavamo aspettando con impazienza questa tipica festa hawaiana. Abbiamo avuto una botta di fortuna incredibile e siamo riusciti, senza prenotazione, ad entrare all'Old Lahaina Luau, il migliore luau di tutte le hawaii secondo gli stessi abitanti delle isole. Sì, certo... è una ricostruzione fatta apposta per i turisti, ma a noi è comunque piaciuto moltissimo.

Abbiamo potuto assaggiare tutti i piatti tipici della cucina hawaiiana, come il "kalua pig" ("pua'a kalua", per i poliglotti), cioè il maiale cotto sotto terra (a qualcuno ricorda per caso il porceddu?), il "lau lau", che ancora una volta è il maialino avvolto e cotto nelle foglie di taro (una pianta tropicale di cui si usano le foglie e i tuberi) e il "poi", un impasto a base di radici di taro che costituisce la base della dieta hawaiana perchè ricco di proteine e fibre e povero di grassi.



Non sono mancate nemmeno le danze con lo spettacolo di hula. Chi di voi sa fare il passo del muschio?