The big Kahuna

Waikiki beach, la statua di Duke, l'eroe nazionale a cui i surfisti offrono lei (collane di fiori) per ingraziarsi il mare.

Arrivo a Oahu

Siamo appena arrivati a Oahu dopo 4 splendidi giorni a Kaua'i, sicuramente la più affascinante delle isole viste finora. Niente connessione internet nell'albergo di Kaua'i quindi niente post negli scorsi giorni, ma recupereremo presto!

Come perdersi alle Hawai'i

A volte gli hawaiiani ci si mettono proprio per complicare la vita ai forestieri.
Alle Hawaii, infatti, non ti parlano di costa est e costa ovest ma di costa sopravento (windward) e costa sottovento (leeward) tendenzialmente la costa est è quella sopravento ma a volte è la costa est-nordest e quindi sottovento è quella ovest-sudovest. Insomma bisogna conoscere come è esposta ai venti un'isola per sapere di quale direzione vi stanno parlando.
Se questo vi sembra un casino immaginatevi che a Kaua'i se chiedete indicazioni non vi diranno gira a destra o gira a sinistra ma gira mauka, cioè verso la montagna, ovvero verso l'entroterra, oppure gira makai, ovvero verso la costa.

Sicuramente un GPS aiuta, ma se è vero che per conoscere veramente un posto ti ci devi perdere...

Kalala'u Trail e tanta acqua

Altro diluvio durante la notte e oggi tempo bruttino, il programma prevede le spiaggie della costa nord e un trail di circa un ora andata e un'ora ritorno sul Kalala'u trail, che partendo da Ke'e all'estremo nord dell'isola porta sulla meravigliosa Na Pali coast.

La Na Pali coast (na pali in hawaiiano siglifica semplicemente "le scogliere") è quella che appare in qualsiasi ripresa di qualsiasi film a rappresentare natura selvaggia e incontaminata. è di una bellezza difficile da spiegare e domani abbiamo in programma, tempo permettendo, di fare una escursione in barca per vedere la scogliera dal mare. Vi sono infatti solo due modi per vedere la na pali coast, dal mare oppure con il Kalala'u trail che nella sua completezza richiede circa 10 ore di cammino andata e 10 ritorno. Non fa per noi ma almeno la prima parte vogliamo farla.

Parcheggiamo la macchina, scarpe da trekking ai piedi, scorta di acqua e k-way nello zaino e partiamo.
Dopo pochi metri cominciano le prime difficoltà: la pioggia della notte ha reso il trail molto scivoloso e si procede lentamente.
Dopo i primi duecento metri relativamente semplici anche se fangosi inizia la parte di rocce (scivolose).
Dopo qualche minuto inizia a piovere.
Con la pioggia arrivano anche delle invisibile quanto bast..de zanzare hawaiiane.
Nonostante tutto però non ci arrendiamo, il trail è molto bello e quando dalla selvaggia foresta tropicale ci si affaccia sul mare lo spettacolo è grandioso.
Dopo circa quaranta minuti di cammino ci troviamo apparentemente a un punto morto: un fiumiciattolo ha invaso il sentiero, porcediamo sulle poche rocce che sporgono dall'acqua e riusciamo a passare dall'altra parte.
Procediamo per un'altra mezz'ora e quando finalmente incontriamo altri trekker chiediamo quanto manca alla spiaggia che segna l'arrivo del primo tratto del trail.
Ci dicono che manca ancora più di un'ora e che il sentiero da li' in poi peggiora ulteriormente, oltre al fatto che per arrivare alla spiaggia bisogna attraversare un fiume che con le piogge della notte è diventato un torrente ed è molto pericoloso.
OK, Kalala'u, hai vinto tu, torniamo indietro.


(Il trail viscido, a tratti invaso dall'acqua)


(Il "sentiero" con qualche roccia qua e là)

Appena rientrati a Ke'e ci buttiamo in acqua per toglierci di dosso il fango, la pioggia e la fatica del trail.


(Da slippah on Ke'e beach)

Dopo Ke'e beach ci spostiamo a Ha'ena Park, altra spiaggia stupenda ma ce la godiamo poco a causa della pioggerellina e del mare mosso.
Ci spostiamo allora a Queen's bath una piscina naturale nella lava che viene alimentata dall'alta marea e dalle onde, uno spettacolo unico, ma per arrivarci ci tocca un'altro quarto d'ora di camminata nel fango!


(Queen's bath)

Siamo distrutti e abbastanza demoralizzati dalla brutta giornata e ce ne torniamo in albergo.

Il buco nel muro

Hole in the wall, buco nel muro, così definiscono gli americani quei ristoranti che sono in realtà poco più di una vetrina e un bancone, dove mangiare gomito a gomito con gli altri clienti, qualcosa di simile alle nostre pizzerie take away che a volte hanno qualche sgabello su cui mangiare un trancio di pizza faccia al muro.
Anche se non piccolissimo, Hamura Saimin a Kaua'i è il perfetto esempio di hole in the wall: un unico piatto, il Saimin (una zuppa di noodles con carne e verdure), servizio più che sbrigativo, cameriere simpatiche come un tappo di ferrarelle nelle mutande e un unico bancone lungo e basso su cui socializzare con gli altri clienti.
Una vera istituzione di Kaua'i. STUPENDO!



Kaua'i (2)

Ha piovuto tutta notte, piovere non è il termine giusto, diciamo che sono scese secchiate d'acqua. Sperando di trovare tempo migliore ci dirigiamo a sud, dove la costa è solitamente più riparata e il tempo più soleggiato.

Per tutta la giornata si alterneranno sole, nuvole e pioggerellina che non ci faranno gustare appieno le spiagge.
Iniziamo da Salt Pond, una specie di piscina di mare anticamente usata per la raccolta di sale, poi Poipu Sheraton Beach, molto bella ma rovinata dall'opprimente struttura dello Sheraton retrostante e Poipu beach park.
Quest'ultima dovrebbe essere ottima per lo snorkeling ma è piuttosto nuvolo, e il mare abbastanza mosso, tentiamo un po' di snorkeling ma senza grossi, risultati.


(Da slippahs on Po'ipu Sheraton beach)


(Po'ipu beach park)

Di ritorno verso l'albergo ci fermiamo allo Spouting Horn (prontamente ribattezzato SPUTING horn), un blowhole ovvero un buco verticale nella roccia lavica che collega la scogliera con il mare, quando le onde investono la scogliera l'acqua viene "sputata" attraverso il buco dando luogo ad un effetto tipo geyser.

Ti devo dei soldi?

Ogni tanto capita di vedere scritta in giro o di sentire qualche nuova parola in pigdin e sono sempre divertentissime.
Ad esempio abbiamo imparato che per chiedere "come va?" si può dire: howzit che è la contrazione di How is it going? Oppure che per dare più enfasi a una affermazione si dice: to da max! Ad esempio: Da waves was big to da max! (Quelle onde erano veramente grandi!).
Ma la più bella di tutte, se qualcuno ti fissa, gli puoi dire: Brah, I owe you money o' wot?. Ovvero: "Amico, ti devo dei soldi o che cosa?" (in pratica: ca..o guardi?).